| Orgiano, tra storia, arte e architettura dall’epoca romana al medioevo |
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Orgiano in epoca romana Già in epoca romana Orgiano fu un centro abitato di notevole importanza, come attestano i recenti rinvenimenti di una domus romana (in prossimità di località Pilastro), di diverse lapidi, oggi murate nella facciata del Palazzo dei Vicari, e monete romane. Il nome Orgiano deriva secondo alcuni dalla famiglia romana degli Aureli che vi si venne a stabilire come proprietaria per istituirvi una colonia. L’epoca è incerta ma collocabile tra l’inizio del I sec. A. C e I’impero di Augusto, quando vennero effettuate le centuriazioni del territorio vicentino e l’assegnazione di terre ai veterani. Orgiano era posto all’estremità orientale di tale centuriazione e per essa passava una via romana che da Lonigo, andava ad innestarsi nella via Postumia, collegando il territorio veronese a quello Padovano costeggiando i Colli Berici, poiché la pianura a sud della strada era malsana ed acquitrinosa. Le prime tracce comunque della famiglia Oriani (derivante forse dagli stessi Aureli) sono documentate a partire dall’anno 1000 circa.
Castello Romalise L’abitato si sviluppò dunque ai piedi dei colli, lungo la via che ne segue ancora oggi le sinuosità. In epoca medievale fu un borgo cinto in parte da mura, e in parte protetto dal canale artificiale della Degora. Erano presenti diverse porte, e ben tre fortificazioni, poste su tre promontori a difesa del villaggio: il Castello degli Orgiano in Romalise, la fortificazione di S. Feliciano, e il Castello posto alle spalle di Villa Fracanzan. In particolare dal poggio Romalise, propaggine rocciosa a ovest del paese, partì la più antica difesa del villaggio medievale di Orgiano, poiché proprio lì ebbe il proprio forte di guardia la famiglia capitaneale degli Orgiano, così come emerge dalle ricerche su fonti archivistiche due – trecentesche condotte dalla prof.sa Maria Grazia Bulla Borga. Il toponimo Romalise deriva da rivus malisus, ruscello del mallo che da esso discendeva. Il Mallo era l’assemblea degli uomini in armi che avevano il compito di proteggere militarmente il villaggio. Lo sperone roccioso ospita ancora gli ultimi resti delle mura perimetrali mentre non vi è traccia della torre di guardia di cui abbiamo documentazione. Castello Marchiorato Del secondo castello non abbiamo molte notizie. Esso è posto sull’estrema propaggine dei Berici all’imboccatura della Val Liona una posizione indubbiamente strategica e di controllo del territorio, ed è forse un’estensione del Castelmaso, ovvero l’attuale Corte Vecchia di Villa Fracanzan Piovene. Esso presenta ancora tratti di muri di grosso spessore articolati su due livelli e costruiti interamente con sasso e malta. I resti di una scalinata sono invece ciò che rimane dell’ingresso che doveva permettere di accedere al castello da sud. Del castello rimane inoltre l’antico fossato a Nord/Est, una piccola cisterna per la raccolta dell’acqua, e alcuni blocchi in laterizio parte integrante di un edificio o forse di una torre di guardia oggi crollata. I tre castelli, di cui il terzo castello sappiamo che doveva collocarsi sul confine Orgiano-Alonte nei pressi del colle S. Feliciano e denominato “Castelluncolo”, sopravvissero fino al XIV secolo per finire sotto i colpi dei Padovani guidati dai Carrara. Il dosso della chiesa e i palazzi limitrofi Il dosso centrale, che presenta ripide balze a ovest è quello su cui furono eretti gli edifici della vita spirituale comunitaria e cioè la chiesa, il campanile, oratorio e l’ospedale dei Battuti. Vi si accede da una bella scalinata ottocentesca ai lati della quale e appena al di sotto sorgono i vecchi palazzi che furono le dimore delle prime famiglie orgianesi. Tali abitazioni presentano ancora a distanza di secoli, poderosi tratti di mura costruite in sasso con l’aggiunta di mattoni nelle angolature. Esse mantengono una struttura serrata verso l’esterno nascondendo talvolta ampi cortili interni, e talvolta splendidi terrazzamenti con ampie muraglie costruite sulla viva roccia che rappresentano indubbiamente gli angoli più caratteristici e pittoreschi del paese. Non manca di scorgere al loro interno qualche piccola e inaspettata sorpresa, come questa testa di bambino, frammento di statua usata come materiale di rattoppo, posta tra i sassi dell’ingresso quasi ad osservare il passaggio delle genti e dei secoli. O questa stupenda vera da pozzo interamente in pietra, logorata dalle corde, e che tanto avrà significato nella quotidianità e nel lavoro dei suoi abitanti. Numerosi sono inoltre gli stemmi delle illustri famiglie ma anche quelli che, come nel disco solare di Bernardino da Siena posto sopra un portale d’ingresso, sono testimonianza delle quattrocentesche predicazioni francescane nel territorio. L’Oratorio dei Battuti (‘200- ‘400) Il Feudo di Orgiano fu a lungo amministrato dai Vescovi di Vicenza che lo avevano avuto in dono dall’imperatore Ottone III. Già a partire dal XI secolo il vescovo cominciò ad investire dei suoi beni, alcune delle grandi famiglie della città, in cambio di rendite e di prestazioni di vario genere. Tra le prime troviamo la famiglia castellana degli Orgiano, la quale esercitava sul territorio poteri: politici, amministrativi, giudiziari e naturalmente militari. Nel 1266 il vescovo di Vicenza investe del feudo orgianese un certo Michele da Perugina e da questo momento decade il potere degli Orgiano nel territorio. Non si conoscono i motivi di tale decisione ma l’arrivo di questo Perugino sembra essere determinante ad Orgiano per la nascita dell’Oratorio dei SS. Antonio Abate e Lazzaro e dell’Ospedale e convento dei Battuti che sorsero accanto alla Chiesa Parrocchiale. I Battuti erano una congregazione di religiosi laici il cui ordine nacque e si diffuse proprio a Perugia. Per espiare i propri peccati essi si dedicavano a pratiche ascetiche di mortificazione del corpo, quale la flagellazione volontaria, e proprio il flagello divenne il simbolo dell’ordine che ritroviamo anche nella lapide in caratteri gotici del 1341, murata sulla facciata della cappella che ricorda come: “1341, questa opera fu costruita ad onore di Dio, della Beata Vergine Maria e ad onore dei reverendissimi confratelli della disciplina”. Di questo complesso oggi sopravvive l’oratorio, che presenta ancora visibili gli archi a sesto acuto e la splendida ogiva di cotti intagliati e sagomati, e un affresco strappato con Madonna e Bambino conservato all’interno della chiesa Parrocchiale. Chiesa parrocchiale “S. Maria Assunta” La Chiesa di “S. Maria Assunta” ha origini antiche: già nel 1263 è documentata l’esistenza di una colleggiata. Dal 1560 la chiesa è affidata ai Monaci Olivetani di S. Elena di Venezia. Essa ha subito diversi rimaneggiamenti nel corso dei secoli, a partire dalla torre campanaria. Lo stato attuale proviene da un ampliamento avvenuto nel 1740 e successivamente nel 1860. Al suo interno si conservano: un affresco risalente al 1500 e strappato dall’Oratorio dei Battuti, un Crocifisso ligneo del ‘400, una pala del Maganza e il dipinto “La Sacra Famiglia” di Bartolomeo Montagna datato 1500 e di notevole interesse artistico. Sull’altare maggiore in stile barocco emergono due statue con i SS. Pietro e Paolo appartenenti alla scuola del Marinali, scultori bassanesi. L’altare della Madonna conserva una statua della Santa Vergine con bambino, tale statua è testimone di un processo canonico istituito nel 1605 dalla diocesi di Vicenza per presunte apparizioni nella Chiesa di Orgiano. Attorno alla statua è presente una cornice dorata del ‘700 con raffigurati i 15 misteri del rosario. Degna di nota la presenza inoltre di un pulpito in noce e di un organo costituito da 1200 canne, ormai ambedue in disuso. di Elena Marchioro e Marco Ferraro |
